
Ieri si è tenuto il consueto concerto primaverile “All Ska” di Martignano. Nonostante l’umido ed il fresco della serata, in termini di pubblico giovanile possiamo sicuramente parlare di un successo.
Questa è l’ennesima dimostrazione di come basta poco, un po’ di musica live, cibo e bevande, per gremire un parco di ragazzi che si divertono. E già sembra scontato, ma evidentemente non risulta essere chiaro alle Amministrazioni che rilasciano i permessi per utilizzare il suolo pubblico per fare un po’ di musica. Ebbene anche la musica è cultura e non si può aspettare di avere la scusa di una sagra organizzata in un parco lontano dal centro per ballare e divertirsi dopo le 23:00 senza preoccuparsi di far rumore.
Trento è ormai una città giovane ed universitaria, e c’è bisogno di permettere l’organizzazione di eventi in pubblico di tanto in tanto; magari non sempre nella stessa piazza, ma anche il centro ha bisogno di vivere e respirare i passi a ritmo di chi si scatena durante un concerto.
Le ragioni dell’iniziativa popolare sulla democrazia diretta in Trentino

Il deficit democratico si rileva sia a livello nazionale – dove per anni c’è stato uno smantellamento selvaggio delle istituzioni democratiche – che a livello provinciale – dove con il pretesto di difendere l’autonomia e di arginare la crisi il potere si va gradualmente accumulando nelle mani di pochi. In questa spirale perversa, le decisioni non sono prese in un contesto di virtuosa partecipazione bensì in un clima di sudditanza dove le logiche spartitorie per il mantenimento dello status quo sono predominanti.
Da un lato l’accentramento del potere avviene esternalizzando incarichi e servizi e costituendo società di diritto privato, le quali seppur costituite da capitali pubblici, consentono di gestire beni e risorse secondo logiche proprietarie a discapito dell’interesse collettivo. Dall’altro lato – ancor più pericolosamente – la partecipazione dei cittadini è ridotta poiché questi sono esclusi dalla concertazione centralizzata con i gruppi di interesse e in certi casi reagiscono indignati dalla degenerazione della politica. Infine il proliferare dei livelli amministrativi e delle cariche pubbliche finisce per disorientare i cittadini rendendo nulla la loro capacità di controllo.
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Silent City

Benvenuti a Trento, il nostro centro storico è bellissimo, ma state zitti.
Non si può nemmeno mettere fuori il naso da un locale che subito il gestore ti corre dietro chiedendoti a volte per piacere, a volte senza buone maniere, di stare il più tranquillo possibile: “sennò mi prendo una multa e magari mi fanno anche chiudere, e allora poi voi cosa fate?” Appunto: i giovani poi cosa fanno? Si ritrovano sempre nei soliti due posti dove si può ancora parlare senza temere la mannaia dei benpensanti, quelli che “mi doman vago a laorar, miga come i zoveni”. I giovani si trovano sempre nei soliti due posti perché a Trento tutto ciò che c’era non c’è più. Non si può più fare musica dal vivo in città se non in acustico, non si può parlare in gruppi da più di 10 persone perché sennò si “schiamazza” e quindi ci si rende insopportabili. Non si può, non si può, non si può. Una serie di divieti che rende la città più addormentata che mai.
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LO STONATO!

Trento2.0 è lieto di annunciare in anteprima l’uscita del primo numero del giornalino “Lo Stonato”, un progetto molto stimolante che riteniamo possa essere in linea con il nostro.
“Lo Stonato” verrà pubblicato il prossimo mercoledì (2 maggio 2012) e sarà distribuito nelle aule studio, facoltà, mense… saranno disponibili 300 copie cartacee e un formato pdf scaricabile dalla pagina facebook del giornale!
Di seguito è riportato l’editoriale del direttore Giuseppe Sambataro.
Buona lettura!
Sfogo libero e parole al vento…

Lunedì nero! Bruciati oltre 160 miliardi dalle borse europee! Lo spread sale e intanto i contribuenti continuano a pagare; intere manovre fiscali pesanti come macigni sulle spalle degli italiani, volate via perché nessuno “compra”. Ha senso tutto ciò? Quale ratio perversa può giustificare un simile meccanismo?
Un mercato drogato dai temuti e rispettati “maghi” della finanza, grandi banchieri che pompano carta nelle borse; tanto, prima che qualcuno se ne accorga loro hanno già incassato i bonus.
Cosa abbiamo imparato dalla crisi? Sembrerebbe nulla, visto che ancora ci navighiamo senza timone né remi. La speculazione vive e prospera sulle spalle di interi stati senza carattere che invece di vietarla, o quantomeno cercare di limitarla, avanzano timide idee di tassazione delle transazioni finanziarie.
E la rivoluzione del proletariato? Continue reading
Trento-veg!
Trento-veg!
Qualche settimana fa stavo navigando sul web alla ricerca di un bel ristorantino vegetariano nei pressi di Trento. Entro nel mio sito di fiducia per vegetariani, digito il nome della nostra regione e provincia…il risultato? Un solo ristorante.
Ecco, questo può certamente trovare diverse spiegazioni. La principale credo sia che in qualsiasi ristorante un vegetariano può scegliere qualcosa da mangiare, anche non essendo un ristorante specifico. Però, parlo come avrete capito da chi ha scelto di seguire questo tipo di dieta, è davvero frustrante andare a mangiare fuori, sedersi comodi con un bel menù in mano, e doversi mettere a spulciare attentamente ogni ingrediente di ogni piatto per essere sicuri che non ci siano carne o pesce.
Sarebbe bello se ci fossero sul territorio più possibilità di scoprire il mondo vegetariano che troppo spesso viene visto con diffidenza dalle persone che non ne fanno parte. Per la mia esperienza personale infatti, mi trovo molto spesso a spiegare le ragioni di questa scelta a chi è convinto che non mangiare carne o pesce sia dannoso per la salute.
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Zona Franca

Torniamo a parlar d’arte per segnalarvi l’esposizione di un giovane artista trentino che già in passato abbiamo avuto modo di conoscere: Jacopo Dimastrogiovanni.
Incontrando l’artista abbiamo avuto il piacere di ammirare presso il Barycentro alcune delle sue opere. Partendo da uno dei suoi primi dipinti permeati da uno stampo quasi realista, la mostra ripercorre questi primi anni di attività di Jacopo, arrivando così alle tele più recenti in cui è possibile osservare una tendenza alla decostruzione delle forme e alla successiva ricerca del recupero delle stesse.
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“Fiemme Piace”

Si è tenuto ieri, durante il “Placement day” organizzato dalla facoltà di Economia di Trento, la tavola rotonda “Le imprese e il loro territorio: l’esperienza della Val di Fiemme”. Tra i relatori, oltre al Prof. Martini sono intervenuti l’imprenditore Lorenzo Delladio de “La Sportiva” e Bruno Felicetti direttore APT – Val di Fiemme.
Ho trovato interessante e voglio riportare il modo in cui spontaneamente gli imprenditori operanti in questa valle, abbiano deciso di costituire un “club” (così lo definiscono) di imprese virtuose localizzate nel territorio. Continue reading
La legge del mercato II (te)

“..solo per compiacersi e compiacere una masnada di ignoranti che pensa sia “cool” andare a vedere certe cose.”
Partirò da questa affermazione che, in questo articolo ricolmo di affermazioni a mio giudizio discutibili, mi sembra la frase più grave in quanto manca di rispetto alle persone che sono interessate a questo tipo di arte.
Io sono un’ignorante, ho frequentato tre anni di corsi di storia dell’arte, sostenuto vari esami di arte contemporanea e mi piace andare a vedere le televisioni che illuminano le stanze dei musei. Ed ora, se vorrai leggere, ti spiegherò anche il perché.
Questa è l’opinione che mi sono fatta andando a vedere le mostre di arte contemporanea, leggendo libri in materia e seguendo le lezioni: L’ARTE CONTEMPORANEA è UN’ARTE DIFFICILE.
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La legge del mercato

Qualche giorno fa mi trovavo a Berlino con un amico per motivi puramente vacanzieri. La sera di solito ci chiudevamo in qualche fumoso bar di Kreuzberg a discutere dei massimi sistemi senza giungere mai a un punto. Ma un giorno, anzi una notte, tornando a casa e percorrendo il nostro percorso preferito (parco – chiesa – ponte), ci siamo messi a parlare di arte. In tutte le sue forme, in generale, come viene percepita, come la percepiamo. Classico discorso in cui ci si imbarca dopo le 3 di notte.
Quel giorno ervamo stati al museo di Berlino ospitato nella vecchia Hamburger Bahnhof. Doveva esserci la mostra permanente con opere di Warhol e amici, ma noi non abbiamo trovato niente, se non quella che un buon trentino come me definisce:”ratteria”. Entrando mi sono detto:”ecco, qui mi gireranno tantissimo i cosiddetti”. E così è stato. Come si fa a concepire come opera d’arte una stanza totalmente nera con delle tv che fanno andare su e giù numeri piccolissimi e con un faro che illumina un buco con dietro una parte di stanza bianca? È arte? Certo, perché c’è il gioco di constrasti, tutta una filosofia dietro…balle. Ci sono dietro i soldi e dei finti intellettuali che si crogiolano in questa marea strabordande di autoreferenzialità onanistica in cui uno concepisce qualcosa solo per compiacersi e compiacere una masnada di ignoranti che pensa sia “cool” andare a vedere certe cose.
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